lunedì 22 settembre 2008

Giorno 7

Tra un paio d'ore scatta il momento fatidico, l'ora esatta che sancirà la fine della mia prima settimana a New Delhi. In una settimana sono successe davvero troppe cose, e forse anche raccontandole non so se si possa rendere a pieno l'idea. Cominciamo dall'inizio:
L'arrivo all'aeroporto è stato scioccante per certi versi, a notte fonda mi sono trovato in mezzo al caldo appiccicoso dell'India a cui, ovviamente, non ero abituato. Nella calca di tassisti assiepati appena fuori dall'uscita dell'aeroporto stesso ho trovato la targhetta col mio nome e un ragazzo (che credo avesse la mia età al massimo) che mi avrebbe portato fino all'ICGEB (il celebre centro internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie). Il viaggio dall'aeroporto m'ha mostrato subito la strana faccia di Nuova Delhi, il suo traffico perenne in qualsiasi ora del giorno e della notte, e le strade asfaltate ma fino ad un certo punto, con buche e dossi che le interrompono di tanto in tanto. I clacson che qua vengono suonati di continuo, per chiedere di passare per far muovere le altre macchine, o semplicemente per avvisare che ci si sta avvicinando... il rumore dei clacson diventa una costante anche se si sta a diversi metri da una strada e non si tratta di un incrocio ma di una semplice via di passaggio. Così sono arrivato all'ostello, la camera che mi è stata assegnata sembrava davvero in uno stato terribile, qualcosa che in Italia si trova solo nelle vecchie pensioni a una stella. Così, arrangiandomi con le mie lenzuola, sono riuscito a dormire la prima notte, cullato dal rumore raspante del condizionatore d'aria. Il giorno seguente svegliato presto mi sono diretto bardato con zainetto e tutto quanto, verso il laboratorio di V.S.Reddy. A parte la lunga attesa sono stato recuperato prontamente da uno dei ragazzi del laboratorio, Amit, e portato a prendere un tè e un'omlette nel panino (ovvero un uovo fritto assieme a qualcosa come una cipolla intera!). Mandata giù la colazione, in effetti ero piuttosto affamato... eccomi di ritorno al laboratorio dove mi aspetta il professore, che mi accoglie dicendomi che la prima occupazione sarebbe stata quella di trovarmi una stanza...




Benissimo dico io! Sperando che ci fosse qualche specie di campus o di alloggi per studenti non lontano... in realtà ero davvero lontano dalla verità! In questa area abbastanza sperduta la vita si svolge in dei “villaggi” o in “complessi residenziali” ovvero piccoli dedali di stradine strette che crescono a partire da un lato della strada principale. A parte un dormitorio, che è stato escluso a priori le altre opzioni erano vivere in casa di una signora (molto gentile probabilmente, ma forse fin troppo invadente, che mi avrebbe lasciato forse un po' poche libertà e un po' poca privacy...) o un altro appartamento con stanze singole, che però non ha dato fiducia al professore per cui è stato scartato. Sballottato e leggermente sconvolto sono ritornato all'ostello convinto di non riuscire più a trovare una sistemazione adeguata.
Così il giorno dopo ancora in laboratorio, inizio a fare il mio lavoro (seppur con qualche errore), nel mentre la gente del laboratorio si attiva in massa per trovarmi un alloggio. Su questo, non c'è niente da dire, sono stati fin troppo gentili! Oltre a questo però c'è anche da sistemare la questione della registrazione del visto (cosa che poi s'è rivelata non necessaria per fortuna). In questa giornata ho conosciuto anche Abhishek (che credo d'aver sbagliato a scrivere) altro ragazzo del laboratorio che m'ha dato una mano con l'ordinazione del pranzo (cosa che ancora adesso mi risulta difficile non riuscendo a tenere in mente uno solo dei nomi dei piatti di qua) comunque Egg and Curry with Rice non suona così esotico tutto sommato...
A parte l'incontro con il geco in stanza (una bestiola di dimensioni ragguardevoli almeno quattro volte un geco italiano, se non di più!) la giornata non ha riservato altre grandi sorprese.
Il giorno dopo eccomi nuovamente in lab a compiere il mio dovere (o almeno a cercare di riparare ai danni dei due giorni precedenti!) questa volta, non capendo assolutamente nulla seguo il prode Abhishek all'esterno dell'ICGEB pensando di andare a mangiare... invece vengo portato del Ber Sarai, uno dei quartieri di cui sopra (ma senza recinzioni e guardie) dove al secondo piano di una delle tante case che si affacciano sulla via interna del quartiere ecco che mi ritrovo V.S. Reddy con Leela (che per altro oltre che lavorare nello stesso laboratorio è anche sua moglie), tutto contento per avermi trovato un alloggio come si deve... Beh... come si deve è una parola grossa essendo le due stanze piuttosto sporche, essendo completamente vuoto... ma il professore rassicurante mi dice che mi darà una mano sia dandomi parte delle cose di casa sua che non usa, sia portandomi a fare delle spese per recuperare tutte le cosuccie necessarie per poter vivere in una casina. Un po' spaventato ho comunque accettato di andare in questa stanza. Più che altro perché è veramente vicino al ICGEB (distanza pedonabile!) e inoltre ci sono anche delle macchine che fanno la spola (non solo per me ovviamente) nel portare le gente da un incrocio poco lontano al ICGEB. Così passo la mia ultima notte nella stanza dell'ostello, mangiando assieme ad un ragazzo tedesco, tale Florence, che rimanendo a Delhi per una settimana aveva bisogno di una sistemazione... così con gran piacere mi sono trovato anche un compagno di stanza per la nuova casa. Simpatico ma soprattutto spavaldo m'è sembrato dato che già Mercoledì aveva preso e se ne era andato da solo in giro per Delhi a visitare un po' di monumenti.
Così Giovedì, tra una cosa e l'altra mi sono traslocato nella nuova stanza. La mia valigia arancione che veramente sembrava non c'entrare nulla con l'ambiente circostante è finita fino al secondo piano e piazzata nella stanza da letto. Per la prima notte non avevamo nemmeno la luce nel bagno (poco male ci si è arrangiati con torce elettriche e candele), il giorno dopo hanno sistemato anche questo dettaglio. Durante la giornata sono anche riuscito a recuperare un po' di cibo in un grosso centro commerciale ancora in costruzione in cui un solo negozio (Big Bazaar) era aperto. Come il nome suggerisce c'era dentro davvero di tutto! Dai vestiti al pentolame e domestici in generale e, ovviamente, anche degli alimentari... comprese tutte le cose occidentali come la Pasta e l'olio di oliva!! (L'olio da solo è costato come metà della mia spesa praticamente ben 350 Rupie!)
Florence è arrivato solo dopo le 23 a casa! Per cui di fatto abbiamo interagito pochissimo e dato che io mi dovevo alzare presto per prendere la macchina del ICGEB (che passa alle 9! Anche se non è proprio vero...) ho deciso che si andava tutti a letto presto. Che poi dato che da queste parti viene buio alle sette di sera (e quando dico buio intendo DAVVERO buio pesto!) non è nemmeno così difficile andare a dormire presto...

Grazie al supporto di altra gente dell'ICGEB sono riuscito a trovare la macchina e prendere il passaggio “ufficiale” per raggiungere il centro. Con tanto di canzoncina indiana per bambini alla radio... non c'è molto altro da dire sul venerdì, giornata interamente dedicata al laboratorio e al cercare di stabilire una connessione internet da questo con altalenanti risultati... La sera mi sono sparato nuovamente Hellboy dal PC (film che avevo già visto, ma non sapevo che proporre d'altro al mio coinquilino provvisorio). Dopo di che doccia e nanna, che anche al sabato mattina avevo da andare in laboratorio a finire alcune cosuccie! Il sabato ho conosciuto la mensa dell'università (che si trova proprio vicino al ICGEB) un posto assurdo piuttosto sullo sporco andante, dove enormi ciotole di riso e condimenti vari vengono lasciate sui tavoli ad uso e consumo di tutti quanti. Di fatto si può mangiare davvero tanto alla modica cifra di 19 rupie!
Il pomeriggio è poi passato tra sistemare il gas (cosa che ha reso lo sgabuzzino della casa una vera cucina!) andare su internet per chiacchierare coi genitori e sistemare la SIM indiana, l'ultima cosa ha richiesto davvero un tempo lunghissimo tra fare la fotocopia del passaporto (costata un'intera rupia!!) portarla dal tipo aspettare che questo capisse quale tipo di SIM farmi, aspettare che questo compilasse il modulo, mentre distribuiva ricariche a destra e a manca e mentre i bimbi della sua (suppongo) compagna, si infilavano dietro il bancone a strappare soldi e documenti vari... insomma dopo una lunga attesa finalmente ho ottenuto una scheda della Vodafone... praticamente quello che potevo avere in Italia...



La sera siamo andati nel Market occidentale che è sorto sul retro del hotel internazionale. Un luogo talmente occidentalizzato da non sembrare nemmeno in India!! L'unica cosa di cui vale la pena parlare è il McDonald che chiaramente non poteva vendere Hamburger di manzo... per cui con un menù molto particolare, e con una guardia ad aprire e chiudere la porta. L'assalto dei bambini che chiedevano soldi per mangiare è stato un po' meno piacevole.

Così arriviamo a Domenica, ultimo giorno della settimana, e giorno non lavorativo per eccellenza. E io per non essere da meno ho investito tutta la giornata in visite varie. La prima è stata al National Museum, un luogo pieno di opere d'arte delle diverse epoche storiche dell'India sia antica che medievale... ne sono uscito, ammetto, un po' confuso da tutte le divinità indiane e delle loro leggende, che per quanto confuse sono davvero appassionanti. [continua...]



1 commento:

Homer ha detto...

Ciao Paolo
Sono contento che l'avventura in india proceda! tienici aggiornati attraverso il Blog!!!

mi spiace solo aver saltato l'uscita saluto (ma consolati, diverse persone di mia conoscenza sono partite e credo di poter dire con orgoglio che: non ho salutato nessuno di tutti quelli che sono partiti negli ultimi 3 mesi...)

Paolo mi ha dato una foto del matrimonio stupenda!!!