mercoledì 5 settembre 2007

Giocare di Ruolo - La VERA storia

Radio Cane è onorata di presentare questo simpatico video che dimostra com'è effettivamente il gioco di ruolo.
Ecco una cronaca ASSOLUTAMENTE veritiera di una sessione di GdR...

Raccomandato a tutti gli appassionati e non...



Io vi metto la prima parte le altre, volendo, potrete trovarvele da voi...
(d'altronde essendo una Radio Cane, un po' Bastarda dovrà esserlo no?)

venerdì 24 agosto 2007

oggi...

Oggi ho sbagliato tutto, un'altra volta... un altro passo ad alimentare il demone dell'idiozia. Quando il mondo sembra diventare più scuro, quando anche a chi si vuole davvero bene non si è capaci di regalare un sorriso...
verrebbe da chiedersi perché... perché di questo insuccesso, perché condannare le emozioni a rimanere nascoste, chiuse in un freddo baratro di un corpo inespressivo. Legato in parole che non sbocciano all'esterno, ma che rimangono fredde trattenendo il loro segreto con malvagia perversione. Quando si sente il proprio animo stravolto, agitato e nervoso. E si ha paura di metterlo in mostra, come un mostro in gabbia che se liberato potrebbe portare solo altro dolore. Ma tutto questo non fa che alimentare altre lacrime, altre delusioni...
Quando ci si rende conto di aver intrapreso una strada e di starla percorrendo sospinti a caso senza prendere il passo e senza decidere la propria direzione. Quando non si è più in grado di distinguere tra ciò che vale e ciò che è bello e ciò che, invece, non ha alcun peso e valore. Ribaltando continuamente il concetto, rendendo importante ciò che non ha alcun peso, e sminuendo ciò che invece potrebbe rendere questo procedere una "vita".

Mi sento talmente uno schifo da arrivare ad odiarmi, e talmente uno schifo da non essere nemmeno in grado di cambiare lo schifo che sono... come essere immerso in un buio senza fine che non mi da tregua, perché nasce da dentro di me...

Sono un idiota a non cogliere l'aiuto di chi vorrebbe darmelo, sono un idiota a permettermi di trattare chi è davvero importante come se non lo fosse. Come se qualcuno mi dovesse qualcosa... ma da quando... senza nemmeno la consapevolezza di rendersi conto di non dare nemmeno la metà di quanto si è avuto.
Possibile che non sappia più lottare per quanto mi è più caro?!
Ma cosa è rimasto di me... che cosa?
A volte davvero, giungo al punto di odiarmi così tanto da desiderare di scomparire per sempre, pur di non creare altri danni...

Amore mio, se per colpa mia devi piangere davvero meglio che mi seppellisca e scompaia per sempre, non lo posso sopportare... mi odio nel profondo, sono un essere che davvero non si può che odiare...
Mi dispiace... perché tu credi in me? Perché tu mi vuoi tanto bene? e io... io sono una persona così sbagliata?! Perché sono fatto così male, fino a questo punto, fino a non capire nemmeno cosa sto facendo...

Il meglio che riesco a fare oggi.. è scrivere cazzate...

domenica 19 agosto 2007

5 Centesimi

Il prezzo dell'aumento del fantastico disservizio che oggi ho acquistato. Sembra poco? Beh, anche un 1% non è da sottovalutare quando la qualità non riesce a migliorare, nemmeno di quel poco da rendere effettivamente un servizio tale.
Ma perché tanto astio, e contro chi forse vi domanderete.
La risposta è tanto ovvia quanto ormai noiosamente ripetitiva: Le ferrovie e i loro treni.

Quando mai il concetto di coincidenza potrà essere slegato da quello di casualità? Eppure pare che, in genere, in un servizio di trasporto le coincidenze vadano pianificate prima, per evitare, per puro esempio, che il treno coincidente parta prima dell'arrivo dell'altro. Posso comprendere quando vi sono ritardi di 15 minuti o addirittura mezz'ora (per quanto anche su questo punto vi sarebbe assai da discutere...) ma quando il treno ritarda di 5 minuti, perché non attenderlo almeno un paio di minuti, giusto per permettere ai signori viaggiatori di percorrere il sottopassaggio e raggiungere il treno coincidente. Ma pare essere una cosa tanto assurda?
E invece è così, non sussiste alcuna differenza tra una coincidenza programmata e scritta sulle tabelle degli orari dei treni, e quelle che uno può improvvisare a tavolino giocando sui ritardi, più o meno attesi che si presentano sempre sulle varie linee...
E intanto il prezzo lievita, ingiustificatamente, senza preavviso... così come un capriccio, quasi ti venisse fatto un piacere nel portarti a destinazione coi loro mezzi, e che quindi il “gioco” sia esclusivamente in mano loro.
E tutto questo alimenta una catena di effetti deleteri. Un lavoratore, con orari fissi, come può affidarsi ai treni per andare al lavoro, quando l'unica certezza che può avere è quella di incappare, presto o tardi, in qualche ritardo gigantesco. E poi ci si chiede come mai ci siano così tante macchine in circolazione e perché il livello di inquinamento nelle città e non solo sia così elevato. Ci dicono di risparmiare (ci dicono poi non vuol dire proprio nulla dato che non si sa mai a chi si rivolga quel “ci”) ma intanto nessuno si cura di migliorare il trasporto pubblico. Possibile che paia sempre un'illusione quella che mezzi pubblici possano un giorno sostituire i mezzi privati e che questo possa essere di beneficio per tutti? Eppure è così, so per certo che quando arriverò in stazione non ci sarà mai il pullman programmato all'incirca poco dopo l'orario di arrivo del treno... ma come biasimarli del resto, è risaputo che coi treni, se va bene si sa quando si parte ma quando si arriva resta un mistero. (Considerando che sono ancora in viaggio mentre dovrei essere già abbondantemente arrivato a casa...)

Forse lo sfogo è eccessivo, dato che qualche volta, funzionano... ma credo che sia proprio questo l'errore. Non ci si può permettere un servizio che non dia una garanzia assoluta di affidabilità! Il ritardo sopra i 3 minuti dovrebbe essere un eccezione non la regola, non dovrebbe esistere che già alla prima stazione ci siano più di 5 minuti di ritardo, altrimenti è ovvio che il sistema, le coincidenze, e gli incastri per permettere ad ogni treno di avere un binario sgombro su cui viaggiare non potranno mai funzionare.

sabato 21 luglio 2007

Se non è CeLta sarà SicuLa

ah i celti...
questi impavidi abitanti delle brughiere sterminate, dove piante spinose crescono fiere di poter vivere sul terreno freddo e ghiacciato, dove la caccia è una questione di vitale importanza, dove la lotta è ciò che distingue un Celta CeLto d'essere tale da uno non molto convinto...

Ma tutto questo che pare perso nella nebbia scozzese della storia antica viene rivissuto da gruppi rievocativi! Siccome m'è capitato di incappare in un fiero membro di Clan (un Celta Celto al 100%) ho scoperto questo gruppo chiamato "Il Cardo e il brugo" nome talmente auto esplicativo che non ve lo sto a spiegare...

Ovviamente la mia introduzione (si tratta sempre di RaDio Cane!) non è seria ma loro serissimi lo sono! E siccome hanno prodotto un simpatico filmato... ho ben pensato di mostrarlo al popolo di radio-lettori Canini...

Buona visione!

lunedì 2 luglio 2007

Vaffanculo Day

Iscriviti al Vaffanculo Day

Ci sono iniziative che Radio Cane vuole avvallare, e questa è una di quelle,
Già durante le elezioni avevo commentato il fatto che vi fossero TROPPI candidati che erano allo stesso tempo condannati in via definitiva...

Forse è davvero il tempo di dire BASTA!
Ma siamo tutti dei delinquenti se devono essere dei delinquenti a rappresentarci?!
Io voglio sperare di no...
Per questo dico Vaffanculo a tutto questo!



Iscriviti al Vaffanculo Day
Ecco il video dell'intervento di Beppe Grillo al Parlamento Europeo!

Da qui nasce l'idea del V-Day e i motivi di tutto quanto

lunedì 11 giugno 2007

Sogno di una Notte di Mezz'estate
On Stage! 9 Giugno 2007
- Notte Bianca a Pavia -

La sala è gremita, nella cornice del palazzo del comune (anche noto come Municipio) si raccoglie la gente pavese, per assistere (e partecipare) al sogno di una notte di Mezz'estate di questa notte bianca pavese.


Luca Giuliano, il nostro direttore, ci introduce al gioco e all'antica Grecia, ove si narrerà la storia, che nessuno ancora conosce, e che chissà i quale improbabile finale andrà a incagliarsi.


Tutto ebbe inizio alla corte d'Atene, laddove, sotto lo sguardo della regina Ippolita, del Duca d'Atene e di Filostrato venivano condotti, dal padre di lei: Egeo gli innamorati Lisandro ed Ermia, la quale, però era stata promessa sposa a Demetrio...
E da qua tutto prende vita il nostro sogno di mezz'estate...















Così i due pianificano una fuga d'amore, proprio nel bosco in cui tre attori dilettanti, Zeppa, Cannello e Sparuto si sono recati per provare il loro spettacolo (La morte dei tre cigni...)

Ma in quel boschetto qualcuno stava preparando loro una sorpresa, certo inattesa...














Perché Puck il folletto stava preparando uno dei suoi scherzi... Cheppoi di mezzo ci vadano gli uomini, che importerà ad un folletto che si vuol divertire?




Elena però, viene a sapere della fuga dei due e così decide di seguirli, nel bosco incantato assieme a Demetrio, il suo innamorato. (Notate l'espressione tipica di chi ha appena scoperto di poter conquistare il proprio amato)

Immancabilmente i nostri incontrano il folletto Puck, e da lui si fanno dare, le pozioni, anzi i filtri d'amore... chissà per quali loschi fini verranno mai usati!
(da notare, finalmente, anche Demetrio, invero sullo sfondo)


I colpi di scena si sussegguono mentre il pubblico, con sottile ironia (e divertimento) decide le sorti dei nostri eroi dell'antica grecia ed è così che...

Il nostro Demetrio cade combattendo con Lisandro, il quale lo ferisce, non a morte ma quasi. (Si direbbe esserci gioia nella sua soffrenza, ma chi siamo noi per giudicare?)

Ma è un uomo o un tiglio questo?!
O forse c'é chi si nasconde nella foresta, tramite abili sotterfugi, si mimetizza con gli alberi del bosco...
Ma non tutti riescono a sfuggire ai follettini...

E così alla Corte Fatata si preparano strani eventi, ed è così che il povero Cannello viene portato da Puck, al cospetto di Oberon (che niente meno che il Re dei folletti) che gli trasforma la sua testa in una testa d'asino! (ma non sono di coniglio quelle orecchie?!)
E tutto per far innamorare, con un filtro magico, Titania, la regina delle fate, dell'aspirante attore inasinato...



E intanto?! Il povero Lisandro viene lasciato da Ermia... mentre il nostro Sparuto s'é sbronzato e tenerlo in riga pare ardua impresa! Gioie e dolori, intrecci ed emozioni in un bosco che come mai è ora animato!


Voi avete capito qualcosa di questa storia?! Beh, sono sicuro che questa immagine vi chiarirà tutto... e il nostro prode Oberon sistemerà ogni situazione facendo tornare tutti felici e contenti...
(o quasi! Ihhh.... Oh!! e Cra cra ringraziano!)

Se qualcosa v'é sfuggito è perché non c'eravate, e sono sicuro che sentir di storie di mezz'estate così raccontate non avrete più intenzione, per cui mi raccomando, ora, prima della conclusione. La prossima volta, se non v'eravate,
venite con noi a sognare un Sogno di una notte Bianca di Mezz'estate!



Prima di salutarvi vi lascio nelle mani di Oberon, certo che lui, sistemerà ogni cosa, forse con un tocco di magia oppure con semplice fantasia...

Tutte le foto sono state fatte da Marco Chemollo
(se lo volete contattare scrivete a info(at)obbiettivonatura.it

lunedì 4 giugno 2007

Nebbie estive


- Giornata di sole, sul treno, mattina in viaggio verso Pavia... pensieri che s'affollano nella testa, dopo una delle domeniche più scure dell'inizio estate... si ripensa -


Notte, Sole, Notte e Sole ancora. Oggi non piove ieri ha scrosciato, domani?

Domani…

L’uomo pensa sempre al domani, col domani nell’uomo entra il seme del dubbio. Perché nessuno saprà mai il domani. Discorsi, parole… si parla si dice si comunica. Siamo forti per questo perché parliamo tra di noi. Sorrisi, consigli, parole. Siamo forti perché i sentimenti noi li codifichiamo non siamo bestie che seguiamo solo quello che si prova. Odori, suoni, colori. E poi ci si ferma ci si chiede cosa si sta provando, ed allora cresce nella convinzione di non provare più nulla e di pensare soltanto. Ragione, pensiero, istinto. Ogni cosa ha il suo posto, e tutte assieme si compongono in un puzzle che continua ad agitarsi. Ragione, fantasia, sognare. Non esiste luogo dove non ti seguiranno fanno parte di te come l’acqua e la carne. Dove muovi il tuo passo ora? Perché l’hai fatto, e se la ragione davvero l’avessi persa come posso ritrovarla? E se l’istinto non è che specchio della ragione cosa sono davvero? Domande, risposte, dubbi. In ognuno nasce il seme del dubbio da quando è piccino e non arriva al latte e si chiede cosa accadrà se non ci arriverà, e allora allunga la mano verso quella certezza. Poi si cade, certo, si piange, qualcuno arriverà. Certezze…

Fine, inizio, andare. Dove sono? in mezzo, all’inizio alla fine, di cosa? Perché? Altri dubbi si mescolano, non mi lasciano e mi assillano. Parole di altri. Dubbi di altri, e certezze in dubbio. È così, vedrai, forse se è il caso, o se non lo è… dubbi, certezze, a me ieri, così è oggi. Domani? Domani non si sa, non si può sapere, il dubbio… il sospetto. Giusto, sbagliato, migliore, peggiore. Esiste, o no? Quale mossa quale passo… verso il domani, certo inevitabilmente, quale domani? Quanti ce ne sono? Molti, certo, molti, ma ogni passo quanti non ci saranno, dove andare? E se vado poi… no, non torno indietro vado avanti.

Piango?

Ma poi, qualcuno arriva?

Ma io non piango…

Quindi? Sono solo?!

E se sbaglio? Ancora, un’altra volta, io… sbaglio sempre, in tutto?

Ieri stavo sbagliando? Certo

Domani? Chissà…Se non cado? Non mi serve qualcun altro…Tempo, aspettare, capire. Chi non parla aspetta, capisce e intanto e oggi? Che fa? Finge?! Oh no, non lo posso fare, non creare il domani su un oggi che non è quello che è. Che fare?! Domani… un passo, allungo la mano a chi me l'ha tesa. Certezze, non cado più...