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lunedì 22 dicembre 2008

Ultimo giorno a Delhi

Ebbene sì, anche la mia avventura indiana è arrivata alla fine. E i luoghi a cui mi sono abituato in questi mesi diventeranno lontanissimi, rimanendo solo nelle foto e nella mia pessima memoria.
Ultimi giorni davvero all'insegna della stanchezza, continuo ad avere sonno e scarsa voglia di fare praticamente tutto. Sarà che fino all'ultimo in laboratorio gli esperimenti mi hanno dato delle delusioni... sarà che ormai non so più che fare e mi trascino fino al momento della partenza...
un ultimo giorno proprio da farsi scorrere addosso senza niente di eccezionale da fare...

Così scrivo un ultimo messaggino, pensando al caos delle strade di Delhi, ai venditori onnipresenti e onniinsistenti, intenzionati a venderti qualunque cosa, pur dal negozio affianco purché tu faccia acquisti... alla gente che viene dalle regioni vicine all'Himalaya e che raccontano come la loro casa sia il paradiso in terra e che va assolutamente visitato...
Ci sarebbe così tanto da fare se solo si avesse tempo per andare in giro, si potesse ignorare il lavoro e gli impegni dello stesso... se solo si potesse...

Stasera l'aereo mi porterà via da qua, il lavoro non è comunque finito (perché è questo che tutti mi chiedono...?) eppure ha preso quasi tutto il mio tempo passato in India...

Beh, qua si concludono le "Cronache Indiane" almeno nella loro versione dal vivo, che magari qualche idea o pensiero lo riprenderò anche in futuro... chi può dirlo?

mercoledì 3 dicembre 2008

La fine si avvicina...

Essì, ormai non manca davvero molto tempo alla fine del mio soggiorno indiano...
che dire come sempre un periodo agrodolce. Bello sicuramente tornare a casa, rivedere le persone a cui si vuole bene stringere la propria ragazza...
Ma anche amarezza, per il lavoro che rimarrà in sospeso, per quello che non si è visto in giro per la città, per quello che si poteva sfruttare meglio, per ciò che magari non si rivedrà più e che è destinato a sfocare in un ricordo che diventa man mano più indistinto nella memoria...

Ora cerco di lavorare per recuperare quanto possibile per portarmi a un punto fisso nel lavoro e avere qualcosa da riportare a casa dopo questo tempo... ma non è facile... ogni timido passo in avanti mi sembra che costi almeno due passi indietro... non dico che sia stato inutile, anzi! Lavorare in un grande gruppo di persone da una prospettiva completamente diversa del lavoro, cose che nel laboratorio pavese certo non posso trovare. Il centro in cui mi trovo è comunque uno dei più (se non IL più) avanzato dell'India, certamente non cosa da poco insomma... forse anche per questo l'ambiente non mi sembra così accogliente e pieno di possibilità, tanto da alimentare maggiormente la frustrazione del non essere riuscito nemmeno ad avvicinarmi a quello che speravo di ottenere...

L'altro giorno è venuto nell'istituto un gruppo di danze tradizionali indiani. Hanno rappresentato una forma di danza a metà tra la performance artistica, il teatro e la preghiera... tutto sommato interessante, direi che è un genere di balletto che persino io, che di ballo non ci capisco nulla, sono capace di apprezzare...

Le foto arriveranno presto... appena mi decido a metterle sul pc!
A presto!!

giovedì 20 novembre 2008

Giorno 63

Eccomi qua infine, a mangiare scheggie di Prongles e Toblerone avanzati dal workshop per integrare la cena dell'ostello. Eh già sono cambiate un po' di cose in questo periodo di tempo, e ovviamente non ho alcuna intenzione di raccontarle con ordine.
Proprio oggi infatti ho definitivamente lasciato la mia casetta esterna, per cui niente più esperimenti coi noodle o cose del genere, adesso mi trovo all'ostello dell'istituto dove posso dormire, mi fanno da mangiare (niente di esaltante a dire il vero, per cui ecco spiegate le integrazioni) e dove ho anche un bagno e l'acqua corrente. Inoltre sono a due minuti scarsi dall'istituto stesso, camminando piano, per cui le comodità si sprecano. La stanza è quella “bonus” che si trova dentro la sala computer, ma è bellina quanto le altre per cui si sta decisamente bene! Inizio un po' a conoscere la gente di qua, e anche i visi della gente dell'istituto non mi sembrano più una accozzaglia di indiani indefinita, ma persone che vedo tutti i giorni (il che davvero non è poco!). Che altro dire, per due settimane, le due precedenti a questa mi sono trovato a seguire il Workshop sulla trasformazione delle piante (c'ho anche l'attestato di partecipazione!) per cui ho scritto poco ma girato un sacco per Delhi con gli altri del Workshop. A ripensarci è stato proprio bello, c'era gente da tutto il mondo! (anche una ragazza italiana, con cui ho potuto parlare in italiano dopo mesi di inglese e... ok italiano scritto!). Insomma l'atmosfera era bella i corsi interessanti, e poi preparavano piatti speciali per i corsisti così mi sono abbuffato come un maiale (il che spiega perché adesso la cena mi sembra poca roba). Adesso che ho visto un po' più Delhi sono sempre più convinto che sia un gran casino, e che non la girerò mai tutta! Ci sono davvero troppi posti non strettamente turistici che meritano di essere visti...
Comunque ho visto anche l'imperante sogno capitalista, rappresentato da immensi centri commerciali, con tanto di slogan “Ora la felicità la puoi comprare”... (no, non scherzo!) anche in TV i protagonisti delle serie mangiano un sacco (e sono tutte ragazze magrissime) e vivono in posti di lusso... insomma proprio il sogno indiano! Ho anche visto il film sul supereroe indiano Krissh che meriterebbe una lunga disquisizione, ma eviterò comunque una tamarrata (non si ha idea di quanto sia insito il tamarro in India finché non si vedono questo genere di film!). Per altro ho intenzione di raccogliere qualche film indiano (qualcuno dei mitologici e anche Krissh ovviamente, anche se sembra il nome di un detersivo...). E oltre a tutto questo sto anche cercando di lavorare, e magari fare qualcosa di buono... ma è difficile e gli esperimenti vanno troppo a rilento... uff... la cosa che mi amareggia è che concluderò meno del previsto dopo questo viaggio, ma se non altro ho imparato molto... un piatto della bilancia pareggia l'altro? Vedremo...

Intanto inizio anche ad informarmi su come spedire un eventuale bagaglio extra via Swiss Air, se il costo è ragionevole quasi quasi... così posso dare a tutti i regalini che si meritano! (dovrei iniziare a farmi una lista...) soprattutto di saari credo che ci siano molte interessate! Ovviamente chi risponde al mio blogghino avrà la precedenza! (Scherzi a parte, se mi dite il colore che vorreste cerco di accontentare tutte!). Per i maschietti i regali saranno più difficili da fare... ma ci penso (alla peggio una copia di Krissh per tutti!)

Adesso concludo così questa breve disquisizione su quando accade da queste parti! Spero di avere altro tempo un dì per aggiungere nuovi dettagli!



Gyarah Murti, la camminata degli undici monumento che rappresenta il cammino indiano verso l'indipendenza (all'incirca) Contando per altro le statue sono dieci... ma si chiama comunque il cammino degli undici!




India Gate al tramonto

sabato 8 novembre 2008

Mercati indiani

Eccomi ancora a raccontare uno stralcio dell'India... L'india dei mercati di cui Delhi è la vera capitale. Ancora non so con certezza quanti mercati ci possano essere in questa città ma di fatto il numero è enorme!
La cosa singolare è la specializzazione locale, ci sono quartieri in cui i negozi vendono solo cose informatiche o solo vestiti... negozi che vendono solo spazzolini da denti, e altri con solo lucchetti e serrature... almeno all'apparenza perché poi a chiedere sono capaci di sfilare qualsiasi cosa da dietro il bancone...
Ovviamente trattare è la base per fare acquisti da queste parti, e non c'è venditore che non spari un prezzo almeno doppio del valore di ciò che vogliono vendere, ma una volta che lo si sa ci si può fare l'abitudine (almeno qua trattano, da noi il prezzo doppio lo espongono e non puoi nemmeno chiedere lo sconto!)

Eppoi anche qua il marchio europeo si fa strada, ci sono zone di commercio ad alto livello, con negozi impressionanti e sfavillanti, Uomini di Leonardo che ti guardano dall'interno del loro cerchio e quadrato con fare minaccioso illuminati dalle luci al neon del Mc Donald... E appena dietro di questi continua la città dei cavi per strada, ammatassati a grovigli delle mucche e dei cani che sonnecchiano sui marciapiedi e dei negozietti o chioschi e delle case ammassate una sull'altra... La città è enorme, eppure sembra che non ci sia mai abbastanza spazio per tutti. Strade trafficate, sottopassi imbottiti di persone, per non parlare degli autobus! Insomma ovunque un sacco di gente che si muove, che compra che fa qualcosa... tranne quelli che dormono sulle brande nelle baracche in strada (che immagino siano proprio le loro case di fatto) sembra che nessuno prenda mai del tempo per riposarsi qua...


lunedì 20 ottobre 2008

Vistando l'India

Bene bene,
ormai il mese è passato e si può allegramente festeggiare che ne mancano solo altri due alla fine della mia permanenza indiana.
Giusto questo sabato ho messo il naso fuori da Delhi, per andare a vedere i famosi monumenti indiani che si trovano ad Agra (antica capitale dell'impero Moghul).
Il viaggio è stato discretamente lungo, sono quasi 200 Km, e anche dove c'è l'autostrada, non si può viaggiare a piena velocità, causa buche e camion che bloccano il tutto. Come da noi? Verrebbe da dire... no, decisamente peggio perchè la velocità di crociera è intasata dai camion che vanno a 10 all'ora nell'affrontare le buche e dai semafori e incroci che pur poco numerosi sono presenti anche sull'"autostrada" indiana che è di fatto piuttosto popolata da case e casettine e negozi, quasi fosse una serpentinea città.

Così siamo arrivati sonnecchiando (la sveglia per "non perdere la giornata" è stata alle 4.45 con partenza alle 5,30!!) alla tomba di Akbar, famosissimo imperatore che ha edificato un grosso palazzo e sostanzialmente la cittadella di Agra (ora in rovina) lo stesso imperatore ha dovuto però abbandonarla a causa di carenze idriche... aveva sostanzialmente sottovalutato quanto i cortigiani potessero bere...

Beh insomma la tomba la si è vista di sfuggita e solo da fuori, dato che si pensava di dare più tempo alla cittadella di Akbar e al Taj Mahal (celeberrimo monumento funebre, che non mi pare sia stato edificato da Akbar ma bensì dal suo nipote...)

Potrei dilungarmi sulle storielle ma credo che siano sufficientemente confuse nella mia testa da divenire quasi incomprensibili se raccontate, per cui mi darò alle informazioni spicciole sulla "visita" ai monumenti indiani.

Anzi tutto, ovunque tu ti muova non fai a tempo a scendere dalla macchina che vieni assalito da due/tre venditori di paccottiglie indiane che iniziano a tartassarti sparando prezzi e infilandoti sotto il naso varie collanine, schacchiere o fruste di cuoio insieme ad altri inutili oggettini... Appena entrati nei monumenti (e pagato un biglietto esagerato in quanto stranieri, qualcosa che varia dalle 250 alle 500 rupie! Da 4 a 10 euro) si viene assaliti dalle "guide" che ti sbattono contro il cartellino per mostrare che sono autorizzate, che ti rimpallano per trovare quella che parla inglese e che inevitabilmente, hanno come obbiettivo finale quello di trascinarti nel negozio dell'"amico" per fare degli acquisti, oppure dal fotografo che ti fotografa e stampa a pagamento, oppure dal tizio che si tuffa nelle vasche di raccolta d'acqua melmose dell'antico palazzo imperiale per una manciata di rupie...

Insomma è tutto un vendere dall'inizio alla fine...
Ovunque un sacco di gente (immancabilmente tra i turisti si trova il gruppetto di italiani parlottanti e riconoscibili come mosche bianche... dopo i tedeschi sono decisamente i turisti più tamarri credo...)

Diciamo che la giornata è stata davvero piena, tra i viaggi in macchina e le visite sotto "assedio" ne sono uscito davvero provato...
Per l'occasione vi metto anche qualche fotina (se ci cliccate sopra ve le apre ingrandite) perché i monumenti per l'architettura e la storia meritano davvero!



venerdì 17 ottobre 2008

Passato lu' mese gabbato lu' santo

Purtroppo non ho molto tempo per dilungarmi in una lunga disquisizione su quando accade attualmente nelle terre indiane, nemmeno per raccontare le ultime tamarrate in fatto di risciò motorizzati...

Mi si è detto di frigo, ma qua il figo non c'è... è una pallida utopia possedere un simile strumento tecnologico e divora-energia da queste parti. In compenso ormai mi sono acclimatato nel mio quartiere di Ber Sarai (dato che non lo vedo quasi per gli orari lavorativi...). Sono diventato abituè del piccolo ristorante sotto casa mia (ormai mi conoscono e sanno su cosa truffarmi...) e continuo la mia lotta con raccomandate e trasferimenti di soldi... Insomma ho di cosa impegnare la vita tra un esperimento e l'altro in laboratorio

Un messaggio veramente breve vero?
Domani, dopo la visita ad Agra lo integro!

intanto vi metto alcune fotine di Templi indiani in modo che possiate ritrovare una fotografica pace interiore...


giovedì 9 ottobre 2008

Giorno 24

Beh, ormai anche qua ci si sta acclimatando. Ci si può abituare a tutto alla fine credo. Anche agli insetti onnipresenti (perfino dentro al mio portatile si nascondono!!) e ai cibi della cucina che vanno a male da un giorno all'altro... Niente speranza di fare scorte! Anche la pasta rimaste incolume fin'ora è stata attaccata dagli insetti... è una specie di piaga!
Oltre a questi il tempo scorre con la rapidità di un torrente, i giorni si susseguono uno dopo l'altro con una rapida cadenza mentre cerco in ogni modo di far riuscire gli esperimenti in laboratorio... cosa che non è sicuramente facile. Finalmente se non altro inizierò a lavorare un po' con le piante (il verde si sa, rilassa) e mi dedicherò a tutta quella serie di protocolli che sono qua ad imparare!
Domani è festa, anche giovedì scorso era festa (in realtà passo lo stesso dal laboratorio a sistemare alcune cose e per sfruttare un poco internet nei giorni in cui funziona meglio essendoci poca gente collegata alla rete). In realtà questo è il mese delle feste da queste parti. A fine mese ci sarà il Festival delle Luci e già adesso infatti iniziano ad illuminare di più i negozi e a fare gli sconti sulle cose (il collegamento non è chiarissimo... ma così è). La vitaccia ormai la passo principalmente tra Ber Sarai (il quartiere in cui vivo) e l'ICGEB, ogni tanto ho fatto delle scappate al Vasant Vihar noto anche come Pria Complex, che è un po' la zona “occidentale” dove sono anche stato in un ristorante italiano (di lusso praticamente ho mangiato una pizza quasi italiana col salame!! 'na porcata! Ma qua di porci se ne vedono pochi... eccetto quelli per strada). Il tutto è vicino a un grande albergo internazionale (il che spiega perché ci siano tutti questi ristoratori occidentali).
Che altro dire... tutte le mattine ci si alza, si passa in mezzo a mucche e cani (e a volte anche scoiattoli...) e si arriva all'incrocio della banca, là più o meno puntualmente, passa la macchina dell'istituto che porta tutti noi poveracci al posto di lavoro, dove si passa allegramente la giornata, allietata dal pranzo e dalla pausa thè pomeridiana (very British). Per il resto si sgobba, si fanno esperimenti a tutto spiano sperando di arrivare ad avere qualcosa di concreto...
Oltre che in laboratorio qualche timido esperimento lo porto avanti anche in cucina... per ora sto usando i Noodels, che sono una sorta di pasta di queste parti. Vengono venduti con una busta argentea chiamata Tastemaker che dona a loro un saporone simile a quello del dado. Ma più concentrato.
Da queste parti non si scherza con le spezie...



venerdì 26 settembre 2008

Giorno 7 [continua]

Terminata la visita ci si è incamminati verso quello che doveva essere il centro cittadino, anche se la nostra guida locale premeva affinchè si tornasse a casa. Dato che aveva impellenti affari da sbrigare, tra cui studiare per il giorno successivo. Da queste parti in effetti lo studio e il lavoro sono visti in modo quasi ossessivo e molti dei miei colleghi di laboratorio ammettono tranquillamente di non essere mai stati in giro per Delhi, ma di aver passato il loro tempo appunto tra casa e lavoro. Ovviamente nemmeno questa è una legge assoluta, ci sono le dovute eccezioni ma diciamo che l'atteggiamento generale è più orientato verso il lavorare/studiare ad ogni costo. Per cui abbiamo salutato la nostra guida Ram e ci siamo avventurati lungo la strada principale che, passando attraverso dei prati dove molti giovani indiani giocano a Cricket, porta dall'India Gate alla dimora presidenziale, con tanto di palazzoni annessi. Il complesso è costruito su una piccola collinetta e accanto ad esso si trova il parlamento di forma (presumo) circolare, anch'esso piuttosto spettacolare. Dalla cartina poi, pareva che fosse decisamente vicino raggiungere un tempio Hindu, così con l'intrepido entusiasmo del turista ci siamo addentrati nella città per raggiungere la nostra agognata meta. Direi che questa è stata una delle scelte peggiori della nostra domenica, o almeno si è poi rivelata essere tale dato che la strada, che sembrava dritta sulla cartina, si è rivelata essere piena di immense rotonde con tanto di traffico che costringeva a camminare nel fango sui bordi della strada. E improvvisamente, come sempre accade da queste parti, è arrivato il buio pesto della notte. Che ha peggiorato ancora di più le nostre già non rosee condizioni...
Dispersi nelle vie si continuava a chiedere alle persone la direzione giusta, gente che ci guardava sinceramente stranita per il nostro intento di camminare fino a questo Tempio... è lontano dicevano, prendete un taxi... ma ormai per noi era decisamente una questione d'onore.
Così siamo passati davanti alla cattedrale del Sacro Cuore, dove un tipo cci ha assicurato di voler fare amicizia con noi e ci ha chiesto di venire a trovarlo il giorno dopo! Che anche se avessi proprio disperatamente voluto, quel posto non l'avrei MAI trovato.
Alla fine, quando ormai stavamo per cedere stremati dal buio, dal fango e dalla stanchezza. Ecco comparire nella notte il tempio rosso (che se riuscissi a ricordarne il nome sarebbe bello...). Una costruzione piuttosto recente (1938) per altro piena di Svastik (mi pare che si scriva così) in ogni dove.



Dietro il tempio stavano facendo una cerimonia Hindu che abbiamo guardato a distanza e per poco tempo... poi siamo andati al bar del tempio (sempre nel parco dietro di esso, dove c'erano anche degli scivoli di marmo) a cenare coi Samosa di patate (che sono delle sorta di tortelloni fritti molto comuni da queste parti). Dopo di che il ritorno è stata una seconda impresa, anche se uno dei motorisciò ci ha portato fino al museo Nazionale (che non era poi così distante tutto sommato) e siamo riusciti a prendere il pullman giusto, siamo però al contempo riusciti a sbagliare la fermata, perderci di nuovo ed essere costretti a prendere un secondo Risciò per raggiungere il nostro allegro quartiere di Ber Sarai... e così poter finalmente andare a letto, pronti (o meglio io pronto) a scattare per una nuova giornata in laboratorio!

[Non c'entra ma siccome è stato richiesto metto anche la foto del geco d'appartamento]

lunedì 22 settembre 2008

Giorno 7

Tra un paio d'ore scatta il momento fatidico, l'ora esatta che sancirà la fine della mia prima settimana a New Delhi. In una settimana sono successe davvero troppe cose, e forse anche raccontandole non so se si possa rendere a pieno l'idea. Cominciamo dall'inizio:
L'arrivo all'aeroporto è stato scioccante per certi versi, a notte fonda mi sono trovato in mezzo al caldo appiccicoso dell'India a cui, ovviamente, non ero abituato. Nella calca di tassisti assiepati appena fuori dall'uscita dell'aeroporto stesso ho trovato la targhetta col mio nome e un ragazzo (che credo avesse la mia età al massimo) che mi avrebbe portato fino all'ICGEB (il celebre centro internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie). Il viaggio dall'aeroporto m'ha mostrato subito la strana faccia di Nuova Delhi, il suo traffico perenne in qualsiasi ora del giorno e della notte, e le strade asfaltate ma fino ad un certo punto, con buche e dossi che le interrompono di tanto in tanto. I clacson che qua vengono suonati di continuo, per chiedere di passare per far muovere le altre macchine, o semplicemente per avvisare che ci si sta avvicinando... il rumore dei clacson diventa una costante anche se si sta a diversi metri da una strada e non si tratta di un incrocio ma di una semplice via di passaggio. Così sono arrivato all'ostello, la camera che mi è stata assegnata sembrava davvero in uno stato terribile, qualcosa che in Italia si trova solo nelle vecchie pensioni a una stella. Così, arrangiandomi con le mie lenzuola, sono riuscito a dormire la prima notte, cullato dal rumore raspante del condizionatore d'aria. Il giorno seguente svegliato presto mi sono diretto bardato con zainetto e tutto quanto, verso il laboratorio di V.S.Reddy. A parte la lunga attesa sono stato recuperato prontamente da uno dei ragazzi del laboratorio, Amit, e portato a prendere un tè e un'omlette nel panino (ovvero un uovo fritto assieme a qualcosa come una cipolla intera!). Mandata giù la colazione, in effetti ero piuttosto affamato... eccomi di ritorno al laboratorio dove mi aspetta il professore, che mi accoglie dicendomi che la prima occupazione sarebbe stata quella di trovarmi una stanza...




Benissimo dico io! Sperando che ci fosse qualche specie di campus o di alloggi per studenti non lontano... in realtà ero davvero lontano dalla verità! In questa area abbastanza sperduta la vita si svolge in dei “villaggi” o in “complessi residenziali” ovvero piccoli dedali di stradine strette che crescono a partire da un lato della strada principale. A parte un dormitorio, che è stato escluso a priori le altre opzioni erano vivere in casa di una signora (molto gentile probabilmente, ma forse fin troppo invadente, che mi avrebbe lasciato forse un po' poche libertà e un po' poca privacy...) o un altro appartamento con stanze singole, che però non ha dato fiducia al professore per cui è stato scartato. Sballottato e leggermente sconvolto sono ritornato all'ostello convinto di non riuscire più a trovare una sistemazione adeguata.
Così il giorno dopo ancora in laboratorio, inizio a fare il mio lavoro (seppur con qualche errore), nel mentre la gente del laboratorio si attiva in massa per trovarmi un alloggio. Su questo, non c'è niente da dire, sono stati fin troppo gentili! Oltre a questo però c'è anche da sistemare la questione della registrazione del visto (cosa che poi s'è rivelata non necessaria per fortuna). In questa giornata ho conosciuto anche Abhishek (che credo d'aver sbagliato a scrivere) altro ragazzo del laboratorio che m'ha dato una mano con l'ordinazione del pranzo (cosa che ancora adesso mi risulta difficile non riuscendo a tenere in mente uno solo dei nomi dei piatti di qua) comunque Egg and Curry with Rice non suona così esotico tutto sommato...
A parte l'incontro con il geco in stanza (una bestiola di dimensioni ragguardevoli almeno quattro volte un geco italiano, se non di più!) la giornata non ha riservato altre grandi sorprese.
Il giorno dopo eccomi nuovamente in lab a compiere il mio dovere (o almeno a cercare di riparare ai danni dei due giorni precedenti!) questa volta, non capendo assolutamente nulla seguo il prode Abhishek all'esterno dell'ICGEB pensando di andare a mangiare... invece vengo portato del Ber Sarai, uno dei quartieri di cui sopra (ma senza recinzioni e guardie) dove al secondo piano di una delle tante case che si affacciano sulla via interna del quartiere ecco che mi ritrovo V.S. Reddy con Leela (che per altro oltre che lavorare nello stesso laboratorio è anche sua moglie), tutto contento per avermi trovato un alloggio come si deve... Beh... come si deve è una parola grossa essendo le due stanze piuttosto sporche, essendo completamente vuoto... ma il professore rassicurante mi dice che mi darà una mano sia dandomi parte delle cose di casa sua che non usa, sia portandomi a fare delle spese per recuperare tutte le cosuccie necessarie per poter vivere in una casina. Un po' spaventato ho comunque accettato di andare in questa stanza. Più che altro perché è veramente vicino al ICGEB (distanza pedonabile!) e inoltre ci sono anche delle macchine che fanno la spola (non solo per me ovviamente) nel portare le gente da un incrocio poco lontano al ICGEB. Così passo la mia ultima notte nella stanza dell'ostello, mangiando assieme ad un ragazzo tedesco, tale Florence, che rimanendo a Delhi per una settimana aveva bisogno di una sistemazione... così con gran piacere mi sono trovato anche un compagno di stanza per la nuova casa. Simpatico ma soprattutto spavaldo m'è sembrato dato che già Mercoledì aveva preso e se ne era andato da solo in giro per Delhi a visitare un po' di monumenti.
Così Giovedì, tra una cosa e l'altra mi sono traslocato nella nuova stanza. La mia valigia arancione che veramente sembrava non c'entrare nulla con l'ambiente circostante è finita fino al secondo piano e piazzata nella stanza da letto. Per la prima notte non avevamo nemmeno la luce nel bagno (poco male ci si è arrangiati con torce elettriche e candele), il giorno dopo hanno sistemato anche questo dettaglio. Durante la giornata sono anche riuscito a recuperare un po' di cibo in un grosso centro commerciale ancora in costruzione in cui un solo negozio (Big Bazaar) era aperto. Come il nome suggerisce c'era dentro davvero di tutto! Dai vestiti al pentolame e domestici in generale e, ovviamente, anche degli alimentari... comprese tutte le cose occidentali come la Pasta e l'olio di oliva!! (L'olio da solo è costato come metà della mia spesa praticamente ben 350 Rupie!)
Florence è arrivato solo dopo le 23 a casa! Per cui di fatto abbiamo interagito pochissimo e dato che io mi dovevo alzare presto per prendere la macchina del ICGEB (che passa alle 9! Anche se non è proprio vero...) ho deciso che si andava tutti a letto presto. Che poi dato che da queste parti viene buio alle sette di sera (e quando dico buio intendo DAVVERO buio pesto!) non è nemmeno così difficile andare a dormire presto...

Grazie al supporto di altra gente dell'ICGEB sono riuscito a trovare la macchina e prendere il passaggio “ufficiale” per raggiungere il centro. Con tanto di canzoncina indiana per bambini alla radio... non c'è molto altro da dire sul venerdì, giornata interamente dedicata al laboratorio e al cercare di stabilire una connessione internet da questo con altalenanti risultati... La sera mi sono sparato nuovamente Hellboy dal PC (film che avevo già visto, ma non sapevo che proporre d'altro al mio coinquilino provvisorio). Dopo di che doccia e nanna, che anche al sabato mattina avevo da andare in laboratorio a finire alcune cosuccie! Il sabato ho conosciuto la mensa dell'università (che si trova proprio vicino al ICGEB) un posto assurdo piuttosto sullo sporco andante, dove enormi ciotole di riso e condimenti vari vengono lasciate sui tavoli ad uso e consumo di tutti quanti. Di fatto si può mangiare davvero tanto alla modica cifra di 19 rupie!
Il pomeriggio è poi passato tra sistemare il gas (cosa che ha reso lo sgabuzzino della casa una vera cucina!) andare su internet per chiacchierare coi genitori e sistemare la SIM indiana, l'ultima cosa ha richiesto davvero un tempo lunghissimo tra fare la fotocopia del passaporto (costata un'intera rupia!!) portarla dal tipo aspettare che questo capisse quale tipo di SIM farmi, aspettare che questo compilasse il modulo, mentre distribuiva ricariche a destra e a manca e mentre i bimbi della sua (suppongo) compagna, si infilavano dietro il bancone a strappare soldi e documenti vari... insomma dopo una lunga attesa finalmente ho ottenuto una scheda della Vodafone... praticamente quello che potevo avere in Italia...



La sera siamo andati nel Market occidentale che è sorto sul retro del hotel internazionale. Un luogo talmente occidentalizzato da non sembrare nemmeno in India!! L'unica cosa di cui vale la pena parlare è il McDonald che chiaramente non poteva vendere Hamburger di manzo... per cui con un menù molto particolare, e con una guardia ad aprire e chiudere la porta. L'assalto dei bambini che chiedevano soldi per mangiare è stato un po' meno piacevole.

Così arriviamo a Domenica, ultimo giorno della settimana, e giorno non lavorativo per eccellenza. E io per non essere da meno ho investito tutta la giornata in visite varie. La prima è stata al National Museum, un luogo pieno di opere d'arte delle diverse epoche storiche dell'India sia antica che medievale... ne sono uscito, ammetto, un po' confuso da tutte le divinità indiane e delle loro leggende, che per quanto confuse sono davvero appassionanti. [continua...]



Giorno 0

Eccomi qua, alla partenza all'aeroporto di Malpensa. Devo ammettere che è davvero enorme, e dentro non ha nulla da invidiare agli altri scali europei... anzi!
Ma siccome siamo in vena di ammissioni aggiungerei anche che questo viaggio mette davvero paura. Hai presente la sensazione che provi quando sei in fila per salire sulle montagne russe, quel misto di eccitazione e paura che ti si attanaglia all'imboccatura dello stomaco mentre ti ripeti che andrà tutto bene anche se a vedere le cose sembra che così non possa essere. Ecco è all'incirca la stessa emozione che ho provato nel passare al controllo...
Sarà che un viaggio con queste premesse non è dei più tranquillizzanti. Partire il giorno seguente a un attentato terroristico avvenuto in pieno centro nella città in cui ti stai dirigendo, con la notizia di prima mattina di un aereo russo schiantatosi sugli Urali (fortuna che non ho preso l'Aeroflot mi dico...) e come se non bastasse trovandosi il proprio volo cancellato senza preavviso... beh sono cose che minano la tranquillità anche nel più calmo degli uomini. Garantito.
Ad ogni modo sono qua, il mio professore di riferimento, Siva, mi ha chiamato per telefono, almeno lui era assolutamente tranquillo. Speriamo.
Che sia una grande occasione, un grande viaggio, una grande sfida... beh non è una novità. Come il tutto si rivelerà dinnanzi ai miei occhi giorno dopo giorno quello sì che sarà invece qualcosa di assolutamente nuovo.
Escluso un piccolo viaggio in Marocco (per altro in un villaggio turistico) è questo il mio primo volo intercontinentale, il mio primo impatto con una civiltà con un modo di vivere non occidentale. Per ora ho solo più dubbi che altro... speriamo nei mesi a venire di riuscire a mettere a frutto l'esperienza che verrà.
Ho finito l'ultimo trancio di pizza (già la gola la fa sempre da padrona) italiano prima di partire, sulla swissair mi dicono che si mangi bene, almeno quello se non altro mi conforta. Il volo non sarà lunghissimo e di fatto ho davanti una giornata di ben sei ore più corta del normale. Conto che la levataccia mi dia una mano a crollare dal sonno verso mezzanotte/l'una anche se da noi sarebbero solo le sei/sette di sera. Se la cosa funziona dovrei essere a posto, e magari riuscire anche a svegliarmi domattina...


(chissà se si può usare il portatile in aereo... magari serve una modalità... ma chi la conosce?)